Catasto dei boschi 2016-10-24T10:30:13+00:00

CATASTO DEI BOSCHI

Finalità

Lo scopo fondamentale è quello di gestire in modo associato il catasto dei boschi percorsi dal fuoco e dei pascoli situati entro 50 metri dai boschi percorsi dal fuoco.
Le amministrazioni aderenti, intendono perseguire con la gestione associata una maggiore economicità, efficacia ed efficienza garantita dalla gestione con unico ufficio del catasto in oggetto.

Funzioni, attività e servizi conferiti; procedimenti di competenza dell’ente delegato

La gestione associata del catasto dei boschi percorsi dal fuoco e dei pascoli situati entro 50 metri dai boschi percorsi dal fuoco, di cui alla lettera B12 dell’allegato C alla deliberazione del Consiglio regionale n.225 del 2003, come inserito dal punto 3 della deliberazione n.238 del 22.03.2004, concerne le attività e le funzioni, di carattere istruttorio e decisorio, per l’istituzione e la gestione di detto catasto, ai sensi dell’articolo 70 – ter della legge regionale n.39 del 2000.

Attività che restano nella competenza dei singoli Comuni

Restano di competenza dei singoli Comuni, attività di collaborazione con l’ufficio dell’Unione di Comuni.

L’Unione dei Comuni Montana Lunigiana, in base a quanto stabilito dall’art. 70 ter della L.R. n. 39/2000, pubblica gli elenchi delle aree percorse dal fuoco per i Comuni che hanno aderito alla costituzione dell’Unione di Comuni stessa, con l’imposizione dei relativi vincoli previsti dalla normativa vigente. 

LA NORMATIVA

L’elenco delle aree candidate a essere inserite nel catasto delle aree percorse dal fuoco, comprende le aree boscate colpite da incendio e le aree a pascolo entro i 50 metri dalle precedenti aree boscate. Nelle aree elencate, se inserite nel catasto delle aree percorse dal fuoco saranno vietate le seguenti attività (ai sensi dell’art. 76 c 4, 5, 6 e 7 della legge forestale 39 del 21/03/00 e successive modifiche e integrazioni di seguito riportati):

4. Nei boschi percorsi da incendi è vietato:
a) per dieci anni, il pascolo di qualsiasi specie di bestiame, fatte salve le deroghe previste dal regolamento forestale in caso di favorevole ricostituzione del soprassuolo boschivo;
b) per cinque anni l’esercizio dell’attività venatoria, qualora la superficie bruciata sia superiore ad ettari uno, in presenza della tabellazione di cui all’articolo 70 bis, comma 2.
5. Sia nei boschi percorsi dal fuoco che nei pascoli, situati entro 50 metri dai boschi percorsi dal fuoco, fatte salve le opere pubbliche, le opere necessarie all’AIB e quanto previsto negli strumenti urbanistici approvati precedentemente al verificarsi dell’incendio, è vietata:
a) per un periodo di quindici anni, ogni trasformazione del bosco in altra qualità di coltura;
b) per un periodo di dieci anni, la realizzazione di edifici o di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive.
6. Alle aree di cui al comma 5 ed agli immobili ivi situati si applica la disposizione dell’articolo 10, comma 1, terzo periodo(132), della l. 353/2000 e successive modificazioni.
7. Sia nei boschi percorsi dal fuoco che nei pascoli, situati entro 50 metri dai boschi percorsi dal fuoco, sono vietate, per cinque anni, le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche, salvo specifica autorizzazione concessa dal Ministro dell’ambiente, per le aree naturali protette statali, o dalla Regione negli altri casi, per accertate situazioni di dissesto idrogeologico e nelle situazioni in cui sia urgente un intervento per la tutela di particolari valori ambientali o paesaggistici.

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