Ricordare per Riflettere

Sabato scorso, 22 novembre c. a., per tanti cittadini lunigianesi e giovani studenti, presenti a Fivizzano nel salone del Museo di San Giovanni, non è stato un giorno come gli altri; erano stati invitati a partecipare ad una iniziativa culturale dall’Unione di Comuni, dal titolo enigmatico, ma suggestivo: “Il coraggio di vivere l’inatteso” con un inquietante sottotitolo: “I figli e le colpe dei padri”.

A prima vista, un tema antico, ricorrente nella storia degli uomini, di generazione in generazione; ma le cose cambiano connotati se veniamo a conoscenza che al centro della scena, discreto e meditabondo ospite d’onore, c’è Udo Surer, figlio di un criminale di guerra, Jopsef Majer, dal quale, diventato adulto, non solo ha preso le distanze sul piano ideologico e comportamentale, ma ha anche voluto distinguersi ripudiando un cognome legato per sempre alle “imprese” più vili e più feroci verificatesi nella fase conclusiva dell’ultimo conflitto mondiale, imprese che hanno seminato dolore e morte in tutta l’area retrostante la linea gotica e lasciato del loro passaggio il retaggio più disumano e tragico in borghi del fivizzanese consegnati, loro malgrado, alla storia della criminalità nazifascista: Mommio, Vinca, San Terenzo Bardine, Valla… .

Hanno conferito concretezza storica ed ambientale all’evento le parole introduttive pronunciate da Paolo Grassi, sindaco di Fivizzano, Camilla Bianchi, assessore all’istruzione dell’Unione, Luigi Sebastiani, Provveditore agli Studi, Daniele Rossi, segretario dell’Anpi e Fausta Fabbri, ideatrice, insieme a Maria Grazia Lombardi, di questi incontri centrati “sull’inatteso” che caratterizza, sovente con drammaticità, le vicende umane. Al centro della manifestazione c’è stata l’intervista ad Udo Surer, condotta dall’insegnante Maria Grazia Lombardi, seguita con una partecipazione quasi religiosa dal folto uditorio. Con comprensibile tristezza, ma senza inutili infingimenti, l’innocente “imputato” ha ricordato la sua arida ed amara fanciullezza, oppressa dall’autoritarismo paterno e dalla superficialità materna, alla quale sono seguiti gli anni dell’adolescenza contrassegnata da un percorso interiore di ricerca e di salvazione che lo hanno condotto alle scelte drastiche sopra accennate ed alla condanna del Nazismo e delle sue aberrazioni criminali.

Venuto a conoscenza degli eccidi avvenuti nel nostro territorio e delle responsabilità non secondarie avute da suo padre, Udo non ha esitato a intraprendere la strada più difficile: incontrare i pochi superstiti, i parenti delle vittime, i sacrari eretti in memoria e tutti coloro che in quei momenti tragici in cui era difficile decidere, hanno scelto di combattere perché la civiltà europea non fosse infranta per sempre dalla barbarie nazifascista; è stata una scelta positiva, apportatrice di nuovi rapporti umani e di una vita interiore meno tormentata, più sopportabile. Particolarmente toccante è stato il momento in cui Udo, rispondendo ad una sollecitazione dell’intervistatrice, ha voluto confidare con tristezza infinita che non era sua intenzione chiedere perdono a nessuno, non perché personalmente non aveva commesso nulla, ma perché considerava quello che aveva compiuto suo padre coi suoi camerati a danno di tanti innocenti, miserabili e disarmati, esempio di una tale ferocia che non consentiva perdoni di sorta. Ciò che lui chiedeva era il permesso di condividere insieme ai famigliari sopravvissuti, il lutto per le vittime trucidate; lutto che non prova sulla tomba del padre.

Quasi sottomesso ad un’espiazione senza fine, laica e discreta, al termine della cerimonia ha abbracciato tutti, anche Celso Battaglia, superstite della strage di Vinca, Adele Pardini, superstite della strage di S. Anna, Roberto Oligieri, testimone a ricordo delle vittime di San Terenzo, ed idealmente tutti gli studenti presenti, invitati a non dimenticare le tragedie del passato ed a sapere compiere sempre scelte responsabili per il loro futuro, per l’umanità intera. Il Sindaco di Fivizzano, Paolo Grassi, su proposta di Celso Battaglia, ha avviato l’iter per la Cittadinanza onoraria ad Udo Surer.

Autore: Giuliano Adorni

2016-10-24T10:30:22+00:00 4 dicembre 2014|Primo piano|

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